Montefalco

Centro-MontefalcoMontefalco, ricco di vigneti e uliveti, è situato sulla collina che domina la pianura dei fiumi Topino e Clitunno. Grazie alla sua meravigliosa posizione panoramica è stata definita “Ringhiera dell’Umbria“. Infatti, dalla sua strategica posizione, è possibile osservare la vallata tra Perugia e Spoleto, dai versanti del Subappennino a quelli dei Monti Martani.

Storia
Il nominativo di Montefalco si deve attribuire a Federico II di Svevia. L’imperatore, visitando i luoghi nel XIII secolo, osservando i numerosi falchi presenti nell’area, decise di cambiare il nome della località da Coccorone a Montefalco. La razza era in estinzione con il passare degli anni, ma grazie al rilascio nel 2007 di una coppia di gheppi, è stato possibile l’attuarsi del ripopolamento.

Monumenti da visitare
– La Cinta muraria con le sue porte, tra cui la merlata Porta Sant’Agostino e le sue torri, tra cui la Torre del Verziere.
– La Chiesa di Sant’Agostino dove sono custoditi i corpi delle Beate Chiarella e Illuminata e il corpo mummificato del Beato Pellegrino.
– La Piazza del Comune, con il duecentesco Palazzo Comunale e il centro medievale che la circonda e la Ex Chiesa di Santa Maria di Piazza..
– Il Complesso museale di San Francesco, composto dalla Ex Chiesa di San Francesco, costruita tra il 1335 e il 1338, dove si può ammirare l’importante ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli raffiguranti le Storie della vita di San Francesco.
– La Chiesa di Santa Lucia, del XII secolo.
– La Chiesa di San Bartolomeo e Porta San Bartolomeo, poi chiamata Porta Federico II.
– La Chiesa Santuario di Santa Chiara da Montefalco, nella quale si conserva il corpo della Santa e la Cappella di Santa Croce.
– La Chiesa di Santa Illuminata, ricostruita sul posto del primitivo reclusorio abitato dalla Beata Giovanna e da Santa Chiara.
– La Chiesa di San Leonardo.
– La Pieve di San Fortunato, che conserva opere di Benozzo Gozzoli e Tiberio d’Assisi.
– Infine, in alcune immediate frazioni si possono visitare: la Chiesa di San Rocco e la Chiesa di Sant’Anna, la Chiesa di Santa Maria di Turrita, il Santuario della Madonna della Stella, il Castello di Fabbri.

Persone legate a Montefalco
– Francesco Melanzio
– San Fortunato Prete, parroco.
– Santa Chiara da Montefalco, religiosa.
– Nicola da Montefalco, poeta, autore di un canzoniere amoroso.
– Francesco Melanzio, pittore montefalchese.
– Andrea da Montefalco, scultore ligneo, collaborò alla realizzazione del coro nella Basilica Inferiore di Assisi.
– Pier Matteo Petrucci, cardinale.
– Domenico Mustafà, sopranista, direttore di coro e compositore italiano.
– Aristide Rinaldini, cardinale.
– Brizio Casciola, sacerdote e letterato.
– Bruno Buozzi, sindacalista e politico. Catturato dai tedeschi nel 1942 e confinato a Montefalco dal Regime Fascista.
– Angelo Maria Petroni, docente e saggista.
– Luciano Liboni, detto il Lupo, noto criminale.

Folklore e tradizioni
Gioco de La Ciuccetta: tradizionale gioco aperto a tutti che si svolge sotto il loggiato del Palazzo Comunale il lunedì di Pasquetta. Si pratica con delle uova fresche. Vince chi resta con l’ultimo uovo intero dopo aver sfidato gli altri concorrenti a rompere un uovo usando il proprio in uno scontro che stabilisce quale dal guscio più duro.

La Fuga del Bove: corsa dei tori al “Campo dei giochi” dove si gareggia nella rievocazione del gioco popolare che fin dall’epoca medioevale si teneva nei giorni di Natale. I giostratori di ciascun quartiere accompagnano e guidano, di corsa, un toro lungo un percorso in una gara a scontri diretti due a due. Il vincitore finale vince il Palio, che ogni anno viene realizzato da un artista che si ispira a Montefalco ed alla manifestazione.

La Festa della vendemmia: tradizionale festa che si svolge la terza Domenica di Settembre di ogni anno. Gli abitanti di ogni frazione della città allestiscono vari carri ispirati alla tradizione della vendemmia montefalchese, dopo di che si svolge la sfilata per le vie di Montefalco con tutti i carri, trainati anche da animali o da trattori d’epoca, infine, in Piazza dal Comune si mangia e si danza in allegria.

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