La “vecchia” eugubina E' tradizione tipica di Gubbio a metà Quaresima, realizzare un dolce a forma di "vecchia" che poi dovrà essere segato a metà

La “vecchia” eugubina E' tradizione tipica di Gubbio a metà Quaresima, realizzare un dolce a forma di "vecchia" che poi dovrà essere segato a metà

La vecchiaGUBBIO (PG) – Anche se non c’è nulla di preciso che faccia riferimento a questa storia e alla relativa tradizione, sembra che la “vecchia” rappresenti la Quaresima, che è considerata un tempo di privazioni soprattutto dal punto di vista del cibo oltre che per i cosiddetti “fioretti” ossia buoni propositi. Ed ecco che dopo questo periodo di sacrificio, “segare la vecchia” significa sospendere a metà i quaranta giorni di digiuno per concedersi qualche peccato di gola. Preparare questo dolce di pastafrolla, in passato, aveva l’intento di rallegrare questo periodo di Quaresima tanto rigido.

 

 

Ingredienti
350 gr di farina
150 gr di zucchero
50 gr di burro
1 cucchiaio di olio di semi di arachide
2 uova
1 tuorlo
la scorza di 1/2 limone non trattato
1/2 bustina di lievito in polvere per dolci
marmellata quantità e gusto a piacere (oppure potete utilizzare la nutella)

Per decorare
codette di zucchero
confetti
gocce di cioccolato

Preparazione
Distribuite la farina a fontana con al centro il burro a temperatura ambiente, l’olio, lo zucchero, le uova, il lievito, e mescolate  il tutto molto rapidamente per non far scaldare troppo l’impasto e formate una palla. Per rendere più elastico l’impasto avvolgetelo con la pellicola e fatelo riposare in frigorifero per circa mezz’ora.
A questo punto riprendete l’impasto e dividetelo in due palline che saranno stese con il mattarello, per dare la sagoma della testa e del corpo alla “vecchia” e, sbizzarritevi a creare tutti i particolari che volete. Farcite con la marmellata e decorate con codette di zucchero, confetti e gocce di cioccolato, tutto a vostro piacere. 
Infine, infornate a 180 gradi per circa 25-30 minuti con forno preriscaldato. La “vecchia” sarà pronta quando diventa dorata.

Fatela un pò raffreddare e, poi, gustate la vostra “vecchia”!

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