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Umbria Danza Festival muove la città

Borghi, piazze, quartieri e spazi urbani di Perugia diventano palcoscenici.

Umbria Danza FestivalPERUGIA – 32 spettacoli, 20 compagnie di cui 4 straniere,1 produzione, 16 anteprime e prime nazionali, 3 progetto itineranti, 10 spazi, 10 masterclass. Il festival quest’anno si propone come un vero e proprio incrocio di sguardi, dove la forza dei nomi già affermati incontra la spinta dei giovani talenti. Da Ponte San Giovanni a via Birago, da Fontivegge all’acropoli. Dal centro alle periferie, Umbria Danza Festival trasforma Perugia nella città della danza contemporanea. Torna dall’11 al 21 giugno nel capoluogo umbro Umbria Danza Festival. Dieci giorni di appuntamenti all’interno di un programma che mette al centro il rapporto tra corpi, spazio pubblico e comunità, intrecciando spettacoli, performance urbane, creazioni site-specific e percorsi partecipativi in alcuni dei luoghi più significativi della città. 

Un’edizione che, come sottolinea la direttrice artistica Valentina Romito, nasce attorno al tema del “tempo” e alla necessità di riportare i corpi al centro del dialogo collettivo: “Corpi che abitano le strade e le piazze per incontrarsi”, capaci di trasformare la danza in un gesto civile e condiviso. 

Cuore pulsante del festival sarà l’Arena Borgo Bello, spazio simbolico di incontro e aggregazione urbana che ospiterà alcune delle principali serate del programma, trasformandosi in una vera piazza della danza contemporanea aperta alla città. Qui approderanno spettacoli come Ad Libitum del coreografo francese Simon Le Borgne, Povero Domani di YOY Performing Arts insieme alla prima nazionale di Notes of Self di James Batchelor, fino alle creazioni di Adriano Bolognino e al lavoro Sista del Balletto Teatro di Torino. 

Ma è soprattutto nel dialogo con i quartieri, le periferie e gli spazi quotidiani di Perugia che Umbria Danza Festival costruisce la propria identità. Il festival esce infatti dai luoghi teatrali tradizionali per attraversare piazze, mercati, campi agricoli, il minimetrò, Fontivegge e Ponte San Giovanni, costruendo nuove relazioni tra arte contemporanea e vita urbana.

Alla conferenza stampa sono intervenuti: Tommaso Bori, Vicepresidente e assessore Politiche culturali Regione Umbria; Fabrizio Croce, assessore Spettacolo dal vivo e creatività urbana Comune di Perugia; Marco Betti, Teatro Stabile dell’Umbria; Marina Bon Valsassina, Galleria Nazionale dell’Umbria e Valentina Romito, direttrice artistica UDF e direttrice Dance Gallery.

Il tema scelto per l’edizione 2026 è TIME. TAKE YOUR TIME BACK. Non soltanto il tempo della scena, ma anche quello delle relazioni, dell’ascolto e della possibilità di stare insieme nello spazio urbano. Come spiega Valentina Romito, direttrice del festival: “Siamo molto felici della proposta di questa edizione, sia per il livello delle compagnie e degli artisti, sia in termini di collaborazioni e sinergie con le altre realtà, istituzionali e associative, che operano nella città di Perugia. Segno di una città dinamica, aperta, coraggiosa, che coopera e collabora sui temi culturali e sociali”.

Tommaso Bori: “Crescita culturale è strumento di mobilità sociale. Quello che fate, portando la danza, i corpi e le persone nelle vie, nelle piazze e nelle periferie di Perugia è un’operazione importante non solo dal punto di vista culturale, ma anche sul fronte della sicurezza e dello sviluppo sociale che contribuisce a rendere vive le comunità di questa città.

Si tratta di una scelta coraggiosa che condividiamo e supportiamo e che darà i suoi frutti”.

Fabrizio Croce: “Fare spettacolo nelle piazze vuol dire riempire di contenuti le vie, ma anche rendere presidiati e quindi vivi e sicuri gli spazi di Perugia. E questa per la nostra Amministrazione è una priorità. Farlo con contenuti di questo livello è assolutamente unico e importante.”

Tra gli appuntamenti più attesi c’è Corpi Liturgici della Compagnia Zappalà Danza, in scena l’11 giugno, in Prima Nazionale, alla Galleria Nazionale dell’Umbria. Roberto Zappalà dedica il lavoro a San Francesco nell’ottavo centenario della morte, costruendo una creazione che mette in dialogo spiritualità, natura e fisicità. 

Il 12 giugno arriva Ad Libitum del coreografo francese Simon Le Borgne, danzatore formatosi all’Opéra di Parigi e oggi interprete del Tanztheater Wuppertal oltre che autore di propri lavori. In scena un danzatore e una batteria, l lavoro affronta il tema della trasformazione attraverso un dialogo continuo tra due corpi: cadute, ripartenze, resistenza, ascolto reciproco.

Grande attenzione anche per Notes of Self dell’australiano James Batchelor, che sarà presentato il 13 giugno in prima nazionale. Batchelor lavora da anni sul rapporto tra memoria del gesto, percezione e immaginazione, e qui intreccia la ricerca sull’Ausdruckstanz con l’energia spontanea del movimento infantile. Ne nasce uno spettacolo pensato per pubblici molto diversi, capace di avvicinare anche chi entra a teatro per la prima volta.

Tra le creazioni italiane più attese c’è poi Nella Neve di Adriano Bolognino, acclamato coreografo della Cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, in programma il 19 giugno in anteprima. Partendo da una riflessione nata attorno ai Cahier di Georges Braque, Bolognino sviluppa un lavoro che attraversa fragilità, crisi e trasformazione. 

Il 17 giugno il quartiere I Loggi di Ponte San Giovanni ospiterà Perspectiva di Azioni Fuori Posto, progetto che lavora sul paesaggio e sulla relazione tra corpi e territorio. 

Il 20 giugno sarà invece una giornata di momenti diffusi nello spazio urbano. In Piazza IV Novembre andrà in scena Paesaggi con figure di Operabianco: una performance immersiva in cui performer e spettatori condividono lo stesso spazio pubblico, confondendosi tra passanti e vita quotidiana, mettendo in discussione il confine tra scena e città. 

Nella stessa giornata Sogni al campo di Filippo Porro porterà il pubblico dentro un attraversamento collettivo del paesaggio rurale, trasformando il cammino in un gesto di riappropriazione simbolica dello spazio condiviso e del rapporto tra comunità e territorio. 

Sempre il 20 giugno, sulla Terrazza del Mercato Coperto, Quasi Niente n°1 di Elia Pangaro rifletterà invece sulla costruzione della comunità nello spazio pubblico attraverso una pratica coreografica basata su collaborazione, interdipendenza e supporto reciproco. 

Il 13 giugno Balletti di Daria Greco collegherà il Minimetrò di Pian di Massiano all’Arena Borgo Bello in un percorso performativo diffuso. 

Il 21 giugno, a Fontivegge, la prima nazionale de Il cammino di Sirene – Perugia di Sara Vilardo guiderà il pubblico in un’esperienza itinerante e partecipativa tra ascolto, paesaggio urbano e memoria, attraversando la città attraverso cuffie wireless, suoni e testi poetici creati site-specific per Perugia. 

Anche Piazza Birago entra nel programma del festival ospitando la festa finale di Umbria Danza Festival con Do Birds Dream of Flying? del Fabla Collective, performance che utilizza una struttura scenica mobile per interrogare il rapporto tra equilibrio, libertà e spazio condiviso. 

Accanto alle grandi produzioni, il festival valorizza inoltre il legame con il territorio e con gli artisti umbri, come nel caso di Eudemonia di Chiara Tosti, artista originaria di Umbertide, che intreccia danza contemporanea, teatro e ricerca sul corpo in un lavoro dedicato all’identità e alla relazione tra umano e artificiale. 

UDF2026 con il patrocinio di Ambasciata di Francia, Institut Francais, Goethe Institut, Ambasciata d’Australia. Sostenuto da Ministero della Cultura (MiC), Regione Umbria, Comune di Perugia, Culture Ireland (Cultur Éireann), Umbria Cultura, Teatro Stabile dell’Umbria, Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria, CAMS, Fondazione Sant’Anna, Minimetrò, Istituto Comprensivo Perugia 1, istituto Comprensivo perugia 3 , Borgo Bello, Spazio Modu, Cooperativa DENSA, Ponte Solidale, POP UP, Sud Osteria Popolare, Casa degli Artsiti, Mono, FAI – Perugia, Gran Tour Perugia.

Informazioni e programma completo su: umbriadanzafestival.it

FONTE: Ufficio Stampa mg2 comunicazione – studio associato (Giorgio Vicario).

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