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Spoleto Jazz

Il 6 novembre Spoleto Jazz propone una doppia serata con il pianista ungherese Zsigmond Gerlóczy e il Daniel García Trio, in un programma tra improvvisazione, jazz e contaminazioni iberiche.

Spoleto Jazz, il 6 novembre doppio appuntamento

Al Teatro Caio Melisso Carla Fendi arrivano Zsigmond Gerlóczy e il Daniel García Trio, tra pianismo, jazz e flamenco.

È una serata divisa in due momenti quella proposta da Spoleto Jazz 2026 venerdì 6 novembre al Teatro Caio Melisso Carla Fendi. La settima edizione della rassegna porta sul palco due progetti differenti per formazione e linguaggio, accomunati dalla ricerca musicale e dal rapporto tra jazz, improvvisazione e tradizioni europee.

Ad aprire la serata, alle 21, sarà il pianista ungherese Zsigmond Gerlóczy, protagonista di un progetto per pianoforte solo. Al centro del concerto ci sono le sue Bagatelle, composizioni nelle quali la formazione classica si confronta con l’improvvisazione e con una maggiore libertà espressiva. Il pianoforte diventa così lo strumento attraverso cui costruire un dialogo tra scrittura e interpretazione, lasciando spazio alla dimensione personale dell’esecuzione.

Alle 22 sarà invece la volta del Daniel García Trio, formazione guidata dal pianista spagnolo Daniel García e completata da Reinier “El Negrón” Elizarde al contrabbasso e Michael Olivera alla batteria. Il trio sviluppa un linguaggio nel quale il jazz incontra il flamenco e altre influenze della tradizione musicale europea, con una particolare attenzione all’improvvisazione e alla componente ritmica.

La doppia proposta rappresenta uno degli appuntamenti centrali del programma autunnale di Spoleto Jazz, rassegna organizzata da Visioninmusica con il supporto del Comune di Spoleto. La scelta del Teatro Caio Melisso Carla Fendi conferma inoltre il legame tra la manifestazione e i luoghi culturali del centro storico della città.

Il concerto del 6 novembre mette quindi a confronto due differenti modi di intendere il rapporto tra composizione e improvvisazione: da una parte il pianoforte solo di Gerlóczy, dall’altra la dimensione collettiva del trio guidato da Daniel García. Una serata costruita sulla varietà delle esperienze musicali e sulla capacità del jazz di dialogare con tradizioni e linguaggi differenti.

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