Università degli Uomini Originari di Costacciaro L’originario statuto degli Uomini Originari è andato purtroppo perduto, doveva essere un mirabile compendio di scienza giuridica ed un documento precursore del moderno ecologismo.

Università degli Uomini Originari di Costacciaro L’originario statuto degli Uomini Originari è andato purtroppo perduto, doveva essere un mirabile compendio di scienza giuridica ed un documento precursore del moderno ecologismo.

Università degli Uomini Originari di CostacciaroDi che tipologia di Università stiamo parlando? L’Università degli Uomini Originari di Costacciaro è una proprietà collettiva (universitas dal latino) e cioè una proprietà inalienabile e in divisibile di cui chi ne fa parte, vanta un diritto su un bene fondiario che le spetta a titolo originario. La proprietà non si può vendere e nemmeno acquistare.

Di cosa si occupa? Nasce per garantire sostentamento alle famiglie proprietarie, grazie ai prodotti della pastorizia e del legnatico. Tutto questo si arricchisce nel tempo di norme che tutelavano anche le famiglie più deboli come vedove o orfani, realizzando di fatto un welfare ante litteram. Questo sistema associativo ci ha consegnato un ambiente naturale incontaminato che ora sta a noi difendere e tutelate. Le Università come la nostra, costituiscono un modello originale di produzione e distribuzione sociale di ricchezza, oltre che un mezzo efficace di tutela ambientale. L’ Università provvede alla conservazione ed al miglioramento del patrimonio, al godimento diretto ed indiretto di esso, alla promozione, alla cura, alla vigilanza e alla utilizzazione razionale dei boschi e dei pascoli. Amministra i beni costituenti il patrimonio collettivo, destinandone le rendite per provvedere alle spese di amministrazione, per il miglioramento e manutenzione del patrimonio stesso e per lo svolgimento di tutte le iniziative miranti ad incrementare l’economia silvo-pastorale.

Chi sono i componenti, ossia gli iscritti? L’Università è composta da condomini che sono i discenti di coloro che con atto di acquisto, comprarono il territorio che oggi fa parte del bene collettivo. L’Università è composta da famiglie residenti nel Comune di Costacciaro che discendono da i proprietari originari

A chi si rivolge? L’Università non ha un referente specifico, l’attenzione è volta al bene che possiede. Alle future generazioni, in quanto la proprietà deve essere garantita ai posteri, che devono poter tranne almeno i   stessi benefici degli avi, se non maggiori. Ecco perché il bene è indivisibile e inalienabile.

Quali sono le attività svolte? Oltre a quelle sopra espresse, contribuisce economicamente alle manifestazioni turistico-culturali, realizzate sul territorio. Fa parte di un Consorzio Forestale, che opera in maniera diretta sul territorio, con il taglio del bosco e la manutenzione del verde.

Qual è la storia di questa Università? La storia di questa comunanza di uomini liberi risale alla metà del secolo XIII, quando tutti gli uomini di Costacciaro si coalizzarono in un patto sociale detto Università degli Uomini Originari, guidati dall’esigenza suprema di stabilire un rapporto giusto ed equilibrato tra uso e conservazione della risorsa ambiente.ù Con notevole sforzo, dopo essersi liberati dal giogo di signorotti e feudatari, furono acquistati (come risulta da una pergamena di proprietà dell’Università, risalente al 1339) tre monti: il monte Cucco, il monte Por(r)ino (oggi Le Gronde) e Pantanella. Gli Originari di Costacciaro dovettero spesso lottare duramente per ottenere il diritto di lavorare alcuni territori montani, allora sotto giurisdizione del monastero Benedettino Avellanita dell’isola dei figli di Manfredo.

L’originario statuto degli Uomini Originari è andato purtroppo perduto, doveva essere un mirabile compendio di scienza giuridica ed un documento precursore del moderno ecologismo, coi sui atti, d’epoca medioevale, volti alla protezione di boschi e sorgenti.

“Fra i pochi monumenti manoscritti di proprietà dell’Università, che ci siano stati tramandati attraverso i secoli, vi sono 4 preziose pergamene, in buono stato di conservazione, la più antica delle quali rimonta all’anno 1291 (la più recente al 1427), ma è relativa a fatti avvenuti il 18 ottobre 1289. Si riunisce il consiglio del castello di Costacciaro per ordine del notaio Villanellus Bonjohannis. Lo scopo dell’intervento notarile è rappresentato dalla necessità di comporre un contenzioso, sorta tra l’Università e alcuni membri della più ricca e potente famiglia dello stesso castello, i Guelfoni, circa l’uso e la gestione del monte Cucco. Il consigliere comunale Franciscus Drude riferisce come, in un precedente consiglio(al tempo della capitananza di Aldemultius), si fosse deliberato di eleggere Corradutius Bonaguide alla carica di sindaco, al fine di poter comporre pacificamente detta vertenza. Lo stesso consigliere aggiunge che in quella occasione era stato predisposto un arbitrato, concepito da dominus Falacasa (giudice eugubino) e materialmente redatto dal notaio ser Andrea Salinguerra. Nell’atto citato erano meticolosamente descritti i confini e fissate alcune norme così sunteggiate: << Sia lecito all’Università degli Uomini di Costacciaro e suo territorio, che “haberent et tenerent nunc et in futurum domibus continue” gli animali, di far legna, abbattere e pescare gli armenti sul monte. Ciò invece non sia lecito qualora gli stessi uomini “in eurom domibus continue non retinerent>>.Gli stessi diritti siano inoltre goduti: per un terzo da Petrus d.ni Armanni, per un terzo da Oddolus d.ni Armanni, per un terzo dai figli di Munaldellus. Il seguente documento venne esemplato dal notaio ser Petrus Johannis nell’anno 1291. Fu dunque stabilito che i diritti fossero goduti per metà dai Guelfoni e per metà dagli Uomini Originari, a patto che questi ultimi tenessero sempre gli animali (bovini, ovini,suini,ecc)nelle stalle delle loro abitazioni. Quello di cui parla il consigliere comunale del Castrum Colli Stacciarii è il primo atto (databile forse intorno al 1280) che sancisca, a chiare lettere, e giuridicamente, il diritto di uso della montagna (gia probabilmente goduto in maniera consuetudinaria ) da parte degli uomini del castello, che avessero dimostrato di risedervi stabilmente, nonché la possibilità della sua trasmissione ereditaria per linea mascolina. Il documento segna anche l’inizio del potere feudale della nobile signoria rurale dei De Guelfonibus su Costacciaro ed il suo territorio e la nascita d’una più democratica e popolare forma d’autogoverno comunale. Si tratta in sostanza dell’atto fondante la libera Università degli Uomini Originari di Costacciaro”. (www.uominioriginaricostacciaro.it)

Sono previsti dei programmi con le scuole? Interagisce con loro? L’Università cerca da anni di interagire con la scuola primaria e secondaria, in primis, cercando di far conoscere la sua realtà e la sua storia plurisecolare. In questo ambito ha, da molti anni, avviato una serie di progetti con la Scuola “Efrem Bartoletti” di Costacciaro. Progetti rivolti alla conoscenza del territorio in cui viviamo, alle bellezze naturali in cui siamo immersi. Recentemente è stata realizzata una guida del borgo di Costacciaro in collaborazione con la scuola secondaria, nella quale gli studenti non solo hanno studiato e realizzato il manuale che identifica e descrive i punti di interesse storico-artistico del paese, ma hanno le guide turistiche a gruppi di altri studenti provenienti da altre scuole. E’ stato inoltre patrocinato sin dal 2015 il progetto del Comune di Costacciaro “Vivere e Condividere la mia montagna”, che coinvolge molti soggetti (Corpo Forestale, Protezione Civile, CAI, Guide della Grotta, Soccorso Alpino) al fine di far vivere agli studenti della Scuola Secondaria tre giorni in montagna, allestendo un campo base e dormendo in tenda. Un progetto che riporta i giovani a contatto con la natura e con il paesaggio bello e sconvolgente del Monte Cucco con le sue bellezze naturalistiche.

Per quanto riguarda le associazioni, l’Università degli Uomini Originari di Costacciaro, nel rispetto plurisecolare dei propri fini Statutari, concede sempre il proprio aiuto a tutte quelle Associazioni che svolgono attività e manifestazioni che vanno a promuovere, valorizzare il territorio o hanno finalità sociali. L’aiuto può concrettizzarsi in un contributo, ma anche nella prestazione di aiuto fisico nell’organizzazione, nella concessione di professionalità o mezzi per compiere un servizio. I Patrocini concessi stanno a sintetizzare l’opera della Comunanza che negli anni è stata sempre finalizzata allo sviluppo del territorio ed al benessere della Comunità, sin dal XIII secolo, anno di costituzione.

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